viaggiatori clandestini: 11/06

lunedì, novembre 20, 2006

FINANZIARIA

La peggiore della storia?
Questa finanziaria non piace a nessuno. Per la destra è il frutto del ricatto dei 'comunisti', per la sinistra e per i lavoratori una finanziaria liberista che non redistribuisce reddito e non colpisce davvero le rendite e gli evasori, taglia risorse ai servizi essenziali, all'università e alla ricerca, costringe i comuni e le regioni ad addizionali che ricadranno pesantemente sulle buste paga di quelli che le tasse proprio non le possono evadere, tipici o atipici...i lavoratori dipendenti.
E' il frutto di un compromesso, dicono. Di una mediazione fra poteri e correnti.
E quando si media non si accontenta davvero nessuno.
Salvo dire: quali sono le priorità?
Oggi (come sempre) la priorità è far quadrare questi dannati conti pubblici e il debito disastroso che si trascina dietro ogni governo? Forse. Eppure tutti sappiamo come vengono spese le risorse.
Quanto marcio e illegalità regna nelle gestioni delle aziende, pubbliche e non. Quanto sia ancora connaturato nella pratica comune l'ausilio delle tangenti più o meno occulte per accreditare appalti e commesse, quanti illeciti e sprechi sono all'ordine del giorno negli uffici che tengono le contabilità e i bilanci delle aziende sanitarie, di tutti gli uffici pubblici. Allora, stringere i cordoni, aumentare i balzelli, ridurre le risorse è una soluzione? O forse se non si mette mano definitivamente alla questione della legalità e del controllo capillare sulla gestione della cosa pubblica da questi buci profondi non si uscirà mai?
Pagheremmo tutto, fino all'ultimo centesimo di tasse, per far funzionare i servizi e uno stato che garantisca qualità e diritti a tutti. Le risorse ci sono. E' come si gestiscono che è scandaloso. E? come e quanto consumiamo e spendiamo tutti che è scandaloso. Per rimpinguare il mercato, consumiamo come talpe cieche all'ingrasso, e c'è chi si sente povero se non ha l'ultimo modello di ipod o telefonino per i ragazzi, mentre c'è chi non arriva alla fine del mese.
Assistiamo ad un'emorragia, di ricchezze, ogni giorno. Per contro ad un deserto di povertà nel resto del pianeta. E' immorale accumulare ricchezze oltre ogni ragionevole necessità. E' immorale. E una società che consente questo è destinata alla rovina. Il pianeta non ce lo consentirà.
E' Novembre, le luminarie natalizie consumano watt inutili, mentre il caldo innaturale insidiosamente mi rende inquieta.

lunedì, novembre 13, 2006

Ritardi

Se avessi tempo lo sprecherei.
Ma quanto mi piace farlo.
Homo faber...diventa homo ludens...
Il ritmo ci incalza, e l'aria diventa una peste invisibile.
Ho fatto tardi, e non mi dispiace...
Il dentista mi aspetterà. Ho anche un pò paura, quindi che sia con comodo.
Poi magari quache sottile senso di colpa mi ricorda che non posso chiamarmi fuori dal mondo.
Vabbè, scusate, riproverò, metterò la sveglia un'ora prima, ne metterò due, tre...
ma domani....

domenica, novembre 12, 2006

Pioggia



La pioggia in genere mi infastidisce, quando devo muovermi e stare nella città, che diventa un delirio umido, fradicio rumoroso, un guazzabuglio di strade lucide e affollate, impazzite di rumore e ferme, pressappoco più che ferme, imprigionate dall'andatura claudicante e miope delle auto appannate. Ma quando è forte, e diventa temporale e tutto si fa nero, mi piace, mi fa venire i brividi, intimorisce ma affascina, quei lampi secchi e schioccanti che solcano il cielo sembrano gli ordini impartiti dagli dei per far rigare dritti gli uomini... potrebbero rimettere persino ordine nel traffico... tutto si sospende per un attimo, e poi si riparte con più lena...
L' ho intravisto lì, sotto la pioggia, con il suo ombrello, anzi senza, bagnato zuppo, mi aspettava... grondante fino all'intimo, gli sono corsa incontro, e poi ci siamo bagnati insieme, a lungo... tra risate che non ci credono e gli occhi stropicciati per vedere meglio tra le gocce... e poi di corsa a riparare nel portone, che erano due anni che non ci veniva qui da me. Salti, più che passi, tra le pozzanghere, dove galleggiano oasi di olio che lasciano intravedere un improbabile arcobaleno, che ci fermiamo incuriositi a guardare, tanto ormai siamo già tutti zuppi. E la faccia sparsa nell'aria, la sua faccia di gocce, perle che fanno una collana, ecco, un regalo che mi ha portato dal viaggio, lui e la sua faccia sparsa e gli occhi vivi che presto racconteranno, insieme alla sua bocca, ferma in quel sorriso che conosco, e una borsa, gonfia, che promette di farmi tante sorprese. Occhi che racconteranno tutto, a poco a poco, mentre ci asciughiamo, e beviamo il tè.
Fiato e parole e lingua e pelle, e ancora occhi e bocche che si colorano di grigio verde nocciola. Capelli, rossi e lunghi ricci e corti, testa rasata, che si fondono fino a non riconoscerne più i contorni, che si può parlare, parlare fino ad esserne stufi, e poi anche stare in silenzio, ad ascoltare il vento, e questo temporale che caccia via l'aria dell'inverno, e dalle finestre inanellate di gocce lucide far trasparire la luce dell'alba che ci ha trovati svegli, ancora, e poi non volersi alzare, perchè ci piace rimanere al caldo delle nostre fatiche riposate su distese di meraviglia, che vedo con i suoi occhi e ascolto, tra le sue braccia che sono rami dove mi appoggio e faccio nascere i frutti di quella terra lontana che qui non nascono mica, che mordo, con la fame che non passa mai. E ancora ascolto, e poi sta zitto...
ssss...che non ci senta nessuno, chiudi la porta di quel mondo affollato di sguardi, di suoni, di rumori, di macchine che passano là fuori, che alzano polvere, e fanno tossire, che trascinano corpi assonnati nei luoghi di lavoro. Di passi sciacquettanti di pozzanghere schizzate dalle ruote che sfrecciano e spruzzano e bagnano i passanti, che maledicono e bestemmiano, e agitano gli ombrelli che si piegano al vento, e si accalcano alle fermate, e poi pesti dentro le metro, umidi vapori di pelli di profumi, di puzzo di cipolle, birra e sigarette...sss... restiamo qui, oggi non ci vado lì fuori, e continua, dai... raccontami ancora.

Condomini immateriali



Come è strano no? Qui sopra ,apparentemente, un clic accorcia distanze, ma se distanze ci sono un clic mancato le rende ancor più profonde. E quel luccichio verde, è come un semaforo che indicherebbe il via libera, induce a ripassarci su, come si bussa alla porta di un vicino di casa. Per chiedere un pò di sale, o prendere un caffè, nei pomeriggi lunghi, quando il tempo avanza. In questo condominio di viaggiatori clandestini, piuttosto un albergo ad ore...panni stesi alla finestra svelano un pò chi sei, danno il colore mettono il belletto. Vicini curiosi, stanno alla finestra, e sanno sempre chi entra, chi passa, cosa succede. M'arrampico su queste scale silenziose, da dove puoi intuire la vita che scorre dietro a quelle porte, miserie, grandi progetti, solitudine, follia. Capita, di entrare in qualche casa, distrattamente lasciata aperta, senza suonare il campanello, e rammentarne l'odore, e la polvere che hai calpestato. Come carta che assorbe, non butto nulla di quello che mi accade.

mercoledì, novembre 08, 2006

Siamo tutti coinvolti


Ho un amico in Irak.
Ieri mi ha inviato un suo articolo.
E' un quadro desolante, e fa male sentirlo, suscita un mix di rabbia impotente e dolore. Se gli Irakeni dovessero decidere ora, potessero farlo, ora che la vita di un bambino vale poche manciate di dollari di riscatto, la benzina in un paese che galleggia sul petrolio costa un patrimonio, non c'è acqua potabile, le donne vengono stuprate, le mafie e la corruzione fanno da padroni...se potessero, altro che pena di morte a Saddam, lo eleggerebbero con un plebiscito. E come diceva De Andrè: anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti...Ci vogliono voci che raccontano la verità, sull'esportazione della democrazia. Qui il silenzio regna sovrano, e a parte i bollettini di morte quotidiani, quasi fossero faide tra beduini, o selvaggi ingrati ai liberatori, nulla più. Troppo presi a far conti su quante tasse evadere, tranne quelle che pagano solo i coglioni...Ora in america fanno le middle votazioni...un sondaggio per il signor guerra preventiva e il suo staff..Dimmi tu, se dobbiamo affidarci alla possibiltà di un qualche democratico americano di carisma... Ci potrà essere qualche possibilità di 'rinascita' per quel popolo? E quale potrebbe essere da parte della società civile, noi anche, un ruolo attivo, un contributo? E le truppe nostre, i peacekeeping, che ci fate li, cavolo...? Almeno l'acqua, cristo...non eravate lì per la logistica....? I bravi italiani in missione di pace, che regalano ospedali e opere di bene....

E intanto Busch, il comandante in capo, ha preso una lezione. Che sia l'inizio della fine.
Un altro Vietnam. In attesa della prossima guerra.

lunedì, novembre 06, 2006

Interessi zero

Comincio a rivalutare il mio portatile comprato a rate.
Bello, piccolo, agile, posso metterlo dappertutto e infilarci dentro quello che voglio.
Mentre il gatto passeggia sui tasti, creando nuovi link fasulli.
Prima litigavo con mio figlio, per avere il mio turno.
Solo una manciata di anni fa tutto questo era impensabile.
Nelle case magari ci si contendeva il telecomando. E allora si acquistavano tv color in quantità, segno di benessere a rate...uno per stanza, persino al cesso.
Qui da me, ora la tv resta di sfondo.
Mummificata nella sua demenzialità oscena.
Solo qualche ora di Report, per farmi il sangue amaro sulle miserie d'italia, e i Simson e MTV per il mio ragazzo mentre pranza, o cena. Brutta abitudine, lo so. Ma così è, ha 14anni e sembra già tardi per svezzarlo...
Una porta sul mondo, una finestra sempre aperta, una protesi dell'esistenza.
Questo può diventare la rete, e il pc.
Idealmente sei 'in contatto' online...acceso. Proteso verso un altrove che non sai.
Il passaggio dalla chat al blog, un'inevitabile persorso.
Facciamo da cavie, per entomologi del comportamento, per osservare le modificazioni indotte
dalla virtualità.
Tutto a rate. Interessi zero....

domenica, novembre 05, 2006

Per-la-luna
La luna è una dimensione da ricercare, ci arriverò a bordo di quella barca, fatta di pagine bianche.
Il mare... è questo luogo dove viaggiamo anche stando fermi.
E magari si ingrossano i fianchi, piuttosto che i polpacci...
La luna nasconde un sogno, oppure è solo un sasso grosso grosso. Pieno di buche...
Il senno pure ci dovrebbe essere, da quelle parti...qualcuno voleva andare fin lì a cercarlo in altri tempi. Prima che ci mettessero le bandierine stellate certi strani omini gonfi e saltellanti.
Lascetemela ancora misteriosa...per favore.
Tra poco è luna piena.
Un'altra luna piena sprecata, se s'illumina troppo ai lampioni elettrici di città.



Comincia questo viaggio...
Oggi fa freddo, e la giornata non richiede grosso impegno.
Costruire questa casa mi costa fatica...E' da un pò che giro e clicco
su queste pagine, che all'apparenza facili, diventano una ragnatela di informazioni dissonanti...
Mi piace stare qui, e avere il tempo anche per sbagliare e riprovare ancora a mettere quella foto
che ho scelto con cura....
Non demordo, ora ho deciso di arredarla questa casa, e lo farò.