viaggiatori clandestini: 12/06

martedì, dicembre 26, 2006

TREGUE

La giornata si presenta complicata, ma non ho voglia di fare.
Me ne starei seduta, davanti al mare.
Ad osservare il filo dell'orizzonte, dove si incrociano i colori. Così, senza la fretta che mi gira intorno.
Il gatto mi trotterella tra i piedi, e fa le fusa, vuole le coccole e le vorrei anch'io, pure ne avrei se solo mi fermassi, da quelli che mi amano, e non sono pochi.
Stamattina per abitudine ho preso il cellulare cercando quella scrittina nera:1 nuovo mess...
ma non c'era. Così ho messo su il caffè, e buttato via quello vecchio, giù nel lavandino. Nero, denso,
forte,che tinge. Ho aperto l'acqua e se n'è andato via.Pensavo a lui, e l' ho infilato dentro al mare, dove ritornerà quell'acqua del mio lavabo.
Piccoli segni, tracce, lasciano colore sul cuore. Non sono triste,almeno, non solo,e non vorrei farlo sembrare.
E' che mi piace raccontare i miei pensieri. Scriverli, fermarli. Le emozioni se le scrivi, diventano immortali. E le rileggi, e le ripassi con la memoria.

E' che mi piace restare immersa nelle mie parole.
E' che mi piace passeggiare nei cortili altrui.
Prendere un caffè, leggere storie inedite, baciare bocche nuove.
Vorrei viaggiare, ma non lo faccio mai, perchè la vita mi si è messa qui, tra poche strade in cui mi raccapezzo, e allora viaggio nelle storie, nelle pagine, nelle fantasie. Tutto quello che posso prendere, avidamente prendo. Così le sue parole, così le sue labbra. Cercando di non restarci appesa, come quegli orribili babbo natale disseminati sui balconi in questi giorni.
Sembrano ladri clandestini...come forse potrei sentirmi io ad entrare ancora nel suo telefono in questi giorni in cui le famiglie si riaccoccolano, e si rianimano buoni propositi e intenzioni...
Hai detto possiamo continuare.Lo faremo?
Pensieri, parole, azioni... l'azione si blocca, la parola langue, i pensieri evaporano.
Il tempo sa. Il tempo in cui si transita. Non è morale, non è dolore, non è buono nè cattivo. E'.
C'è un sole tiepido che entra dalla mia finestra, scalda leggermente le mie mani, mi accarezza il viso e i capelli. Da qui non vedo la città. solo alberi e il rumore del traffico arriva da lontano.Tregue, continue tregue mi piace prendermi. Tra poco devo andare, il rumore mi avvolgerà. E passeggerò fra le cose, con una piccola cosa in più nelle tasche.

mercoledì, dicembre 20, 2006

Piccole bugie, e le chiavi perse.

Oggi quel telefono non vibrava come doveva.
Rispetto a ieri, che ha fatto registrare record che hanno intasato la memoria.E la giornata canticchiava allegramente.
Poi arriva quel messaggio. E sorrido.
Meno dopo che l'ho capito.
- hei..mi raccomando, non ti innamorare. E' solo desiderio,e non si fa sul serio.
- ma figurati, non ci si innamora mica così..tranquillo.
L'idea è quella di fare finta.
Far finta di assecondare,quell'idea stentata, di mettere i lucchetti al cuore.
Che dice bene, lui. Provasse pure.A me le chiavi non le hanno fornite, il reclamo è in corso, ma si sa, i tempi della burocrazia.
Chiuderò questo faldone pieno della mia sim, per sopravvenuti limiti d'età.

venerdì, dicembre 15, 2006

Cuscini




I cuscini, nel letto, non si spaiano, sono sempre e solo due. Anche se si dorme da soli, ora l'uno ora l'altro,uno sopra la testa quando non vuoi sentire rumore, l'altro sotto la testa per sostenerla,o tutti e due insieme per leggere, o di fianco, per accoccolarcisi, nello spazio pensato per il due, che era due, e poi capita che diventa uno.

lunedì, dicembre 11, 2006

Tentazioni.

Finalmente è arrivato il freddo.
Ci voleva.
E pioggia, umidità, tutto l'armamentario dell'inverno.
Anche gli addobbi, le luminarie,e i babbo natale animati
a grandezza naturale, surreali e inquietanti.
Un orgia di merci nella quale ci tuffiamo.
La piazza di paese è sostituita dai larghi corridoi
lucidi e sfavillanti dei centri commarciali.
Prenderò dei chili in più, lo so, e perderò del tempo in code inutili.
Mi stanca pure parlarne contro...
Almeno se fa freddo, mi accoccolo nel cappotto, e infilo le mani in tasca,
così non cedo alle tentazioni.
Fino a quando...?

mercoledì, dicembre 06, 2006

LINGUA LINGUAGGI, CORPI, E PICCOLI PECCATI.


Stamattina ho parlato con una persona con cui ci stiamo scrivendo da un pò, senza conoscersi, sperimentando la suggestione propria e particolare della conoscenza virtuale. Ebbene, si diceva che parlarsi con la scrittura, dilata le capacità di esprimersi e dà l’opportunità di creare parallelismi onirici in cui far
transitare sogni desideri, fantasie. Nel linguaggio parlato e quotidiano questo non accade, sempre. Ma si può completare con la sensorialità, e i corpi.
La lingua, il linguaggio, è diverso dall’oralità alla scrittura. Io parlo scrivendo
e scrivo parlando...Leggere è un esperienza, che conduce in altri territori. E dilata le possibilità che una vita riserba. Scrivere, è un pò lo stesso. Se si riesce a dar vita alle fantasie, che restano abbozzate. Non sostituto della vita, (o forse si?). Mi venivano alla mente le donne scrittrici che ho amato, ‘la stanza tutta per se...’ della Woolf, o la scrittura tutta in una stanza della Dikinson, reclusa viva. Trovare la ‘propria’ stanza, difenderla dagli attacchi e dal senso del ‘dovere’, della quotidianeità, scrivere è un lusso, per idealisti o eletti, o una necessità nevrotica per ritrovare il senso di noi stessi. Insomma dopo tanto scrivere, e parlare...mi è prepotentemente venuta voglia di silenzio, e di toccare. Lo farò, domani. Credo.