Affretto l'ora.

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photo by Gundega Dege
Come lo dico?
Prima di dirlo a te dovrei dirlo a me stessa.
E le parole non si allineano una dietro l'altra.
Non sono parole che possono dirsi.
piuttosto gesti che si farebbero fare.
credo.
non so, non so più nulla.
Di quelle cose che si sanno, con la testa.
Solo un inizio di lacrima impietosa
che è testimone di un sommovimento.
Per ogni lettera che non so scrivere,
per tutte quelle che ho già scritto.
Per un'assenza, che si comincia e fare largo.
In un'attesa che non attendevo.
In uno spazio denso, pieno, affretto l'ora di ricominciarti.
Bello, se non si deve spiegare nulla.
Bello, se non c'è corda che lega.
Solo che a volte capita di trovarla già fatta,
corda che tiene sospeso il cuore,
corda fatta di fili di pensieri incerti,
intrecciata al telaio di giorni senza pausa
sospesi in cerca di risposte
a domandare urlando ai quattro venti
cosa si stia facendo.
Abbracciami,ora, se riesci ad arrivarmi.


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