Siamo tutti coinvolti

Ho un amico in Irak.
Ieri mi ha inviato un suo articolo.
E' un quadro desolante, e fa male sentirlo, suscita un mix di rabbia impotente e dolore. Se gli Irakeni dovessero decidere ora, potessero farlo, ora che la vita di un bambino vale poche manciate di dollari di riscatto, la benzina in un paese che galleggia sul petrolio costa un patrimonio, non c'è acqua potabile, le donne vengono stuprate, le mafie e la corruzione fanno da padroni...se potessero, altro che pena di morte a Saddam, lo eleggerebbero con un plebiscito. E come diceva De Andrè: anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti...Ci vogliono voci che raccontano la verità, sull'esportazione della democrazia. Qui il silenzio regna sovrano, e a parte i bollettini di morte quotidiani, quasi fossero faide tra beduini, o selvaggi ingrati ai liberatori, nulla più. Troppo presi a far conti su quante tasse evadere, tranne quelle che pagano solo i coglioni...Ora in america fanno le middle votazioni...un sondaggio per il signor guerra preventiva e il suo staff..Dimmi tu, se dobbiamo affidarci alla possibiltà di un qualche democratico americano di carisma... Ci potrà essere qualche possibilità di 'rinascita' per quel popolo? E quale potrebbe essere da parte della società civile, noi anche, un ruolo attivo, un contributo? E le truppe nostre, i peacekeeping, che ci fate li, cavolo...? Almeno l'acqua, cristo...non eravate lì per la logistica....? I bravi italiani in missione di pace, che regalano ospedali e opere di bene....
E intanto Busch, il comandante in capo, ha preso una lezione. Che sia l'inizio della fine.
Un altro Vietnam. In attesa della prossima guerra.


0 Comments:
Posta un commento
<< Home